COMUNICATO STAMPA N. 1 DEL 17 GIUGNO 2016, TANTO PER COMINCIARE.

 

Fra qualche giorno si dovrebbe tenere la prima adunanza del Consiglio comunale uscito dalle Elezioni del 5 giugno.

Saremo presenti soprattutto per dare un nuovo protagonismo all’Assemblea consiliare e per restituirle il suo ruolo decisionale e non di semplice ratifica di decisioni prese nelle stanze dei partiti.

Ci presenteremo alla prima convocazione con un primo pacchetto di cose da sottoporre all’attenzione del Consiglio comunale e, prima ancora, all’attenzione della nostra città.

Al sindaco uscente non possiamo non manifestare il nostro disappunto per la sua decisione di dimettersi.
Non lascia dietro di se un buon ricordo chi entra in partita solo se gli fanno tirare i rigori e, se non segna, si prende il pallone e se ne va.
E, infatti, si dimette da Consigliere, ma il malloppo di alcune migliaia di Euro di buonuscita se li porta dietro. In tempo di crisi, in cui l’attacco al sistema pensionistico (compreso il TFR) è più che feroce, non c’è male.
Se li goda, ex sindaco De Luca, noi ci batteremo perchè questo privilegio, di cui hanno goduto tutti, Romeo compreso, venga spazzato via.

IL PRIMO ATTO che, il nuovo Consiglio, dovrà assolvere sarà quello della elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale.
Chiediamo un cosa semplicissima e di normale prassi democratica: il Presidente del consiglio comunale sia patrimonio nelle disponibilità dell’Assemblea consiliare.
Chiediamo che tale ruolo di garanzia sia affidato ad una personalità in grado di garantire e tutelare i lavori d’Aula nel segno della imparzialità e che, soprattutto, abbia il consenso unanime di tutto il Consiglio.
Negli scorsi anni è stato inflitto un duro colpo a questa elementare pratica democratica e il ruolo di Presidente del Consiglio comunale è stato ridotto a quello improprio di assessore aggiunto.
Si è cominciato con le due consiliature Romeo quando questo delicato ruolo diventò proprietà privata della coalizione vincente.
La degenerazione toccò il fondo con la consiliatura De Luca quando il ruolo di Presidente del consiglio fu ridotto a merce di scambio per ottenere il consenso di Schieppati nel ballottaggio del 2011.

SECONDO PUNTO, chiederemo la mappatura dei rappresentati del Comune nei vari Consigli di amministrazione, nei Consorzi, nelle Partecipate e in tutti quegli organismi in cui sono presenti designati dall’Istituzione comunale, siano essi investiti di tale incarico dal Sindaco, dalla Giunta o dal Consiglio istituendo la cadenza almeno semestrale a riferire al Consiglio del loro operato e di come il loro operato rappresenti e tuteli gli interessi della nostra collettività.

TERZO PUNTO, chiederemo che, accanto alle Commissioni consiliari permanenti, venga tempestivamente rinnovata la costituzione della Commissione speciale di Controllo e Garanzia che, per quanto espressamente prevista dal Regolamento approvato nel 2003, non è mai concretamente esistita.

INFINE, nel rispetto del contenimento dei costi dell’attività politica, chiediamo che la nuova Giunta non superi il numero minimo di componenti previsti dal vigente Regolamento ossia 6 componenti.
Che sono anche tanti se consideriamo certe recenti “performance” non certo esaltanti.

M5S LIMBIATE.

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