IL PRIMO MESE NELLE ISTITUZIONI, TRA INCOERENZA, GIOCHI DA VECCHIA POLITICA E CONSIGLI COMUNALI DA 976 EURO.

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Il primo mese è passato, i primi tre Consigli Comunali, i primi interventi come Gruppo Consiliare, i primi accessi agli atti, le prime mozioni da presentare, i primi attacchi, le prime votazioni e tante, tantissime idee per la testa per dare un contributo serio alla Comunità e per far si che la gente si avvicini di nuovo alla politica.

Abbiamo cercato di essere fin da subito chiari e propositivi, portando le informazioni al di fuori dell’Aula Consiliare, con lo streaming del primo Consiglio Comunale (argomento che sarà certamente oggetto di una delle nostre prime mozioni) e con i gazebo, sempre presenti sul territorio limbiatese.

Il primo punto, discusso in Consiglio il 28 giugno, è stato il recesso da AFOL Metropolitana, argomento al quale il Presidente del Consiglio Vincenzo Romeo ha chiesto di dare la precedenza a causa dell’imminente scadenza.
A causa della fretta, la questione è stata trattata con troppa superficialità, si è data poca importanza ad un argomento che richiedeva invece un’ampia discussione, motivo per il quale abbiamo deciso di astenerci.

Proprio in occasione della votazione sul recesso di Afol Metropolitana, il Sindaco ha parlato di necessità di risparmio.
Ma se davvero questa amministrazione è votata al risparmio, perché il primo Consiglio Comunale (che più che un Consiglio Comunale è stato uno show del neo Sindaco) ci è costato, come da Determinazione 1301 del 27 giugno, 976 euro in più del dovuto?

Ebbene si concittadini, avete capito benissimo, il Romeo show in Piazza Aldo Moro ci è costato ben novecentosettantasei euro.
Come direbbe Totò in questi casi, E IO PAGO!

Se davvero dobbiamo limitare la spesa pubblica, perché il Sindaco Romeo non si è attenuto alla nomina del numero minimo di Assessori?
Come detto in Consiglio Comunale, il sindaco si riserva di nominare il settimo assessore, se vi rinunciasse, allora si che potremmo dire di aver iniziato realmente con un taglio alla spesa Pubblica.

Per quanto concerne l’elezione del Presidente del Consiglio, durante l’ultima votazione, abbiamo voluto dare il nostro contributo affinché questa importante carica di garanzia non fosse assegnata, come prospettato, ‘’in famiglia’’.
Il nostro pensiero è stato espresso dal portavoce Antonio Basile:

“La proposta di attribuire la carica di Presidente del Consiglio comunale al fratello del sindaco è per noi “benzina sul fuoco” su questo consiglio neoeletto e, quindi, scelta INVOTABILE.
Se si Credeva di aver toccato il fondo quando, in passato, la carica di presidente del consiglio comunale diventava “merce di scambio”, o prima ancora, una sorta di “assessorato aggiunto” da attribuire a rappresentanti della maggioranza, beh, con oggi, si precipita ancora più giù.
La carica di presidente rischia di apparire come un “affare” interno alla famiglia Romeo.
Il Presidente del consiglio ha il compito di rappresentare TUTTO il Consiglio e di essere garante delle prerogative di ciascun consigliere.
La scelta del Presidente del consiglio è importantissima perché regola il confronto e l’accordo fra i gruppi consiliari, inoltre deve essere una figura in grado di rappresentare tutto il Consiglio e non solo una parte.
La proposta attuale che avanza, invece, è frutto di un equilibrio tutto interno alla maggioranza che, al dialogo, preferisce l’imposizione di una sua proposta.
Noi non rivendichiamo affatto che la carica di Presidente debba essere attribuita all’Opposizione (anche se sarebbe auspicabile), rivendichiamo il METODO di una carica che dovrebbe nascere ed essere attribuita in seguito al dibattito consiliare.
I due fratelli per primi dovrebbero avere la sensibilità di non avvicinarsi neanche alla sola idea di mettere in pratica quanto, invece, viene proposto.
La stessa maggioranza dovrebbe rivedere una tal proposta.
Ci sono già dei precedenti, questo è vero,
Abbiamo avuto un sindaco leghista a Saronno e il fratello presidente del consiglio.
Abbiamo avuto un sindaco PD a Vimercate e il fratello presidente del consiglio.
Ma con quali risultati?
Si può dire che noi siamo lontani da questi metodi a conduzione familiari?
Si può dire che abbiamo un altro modo di intendere la politica e, soprattutto, un altra considerazione e un altro rispetto per le Istituzioni ?
In questo consiglio ci sono figure che potrebbero svolgere con competenza il ruolo di Presidente, anche per l’esperienza maturata nelle scorse consiliature, ma non sono neanche stati presi in considerazione.
Al momento vorremmo ponderare la cosa con un confronto fra più candidature.
Ci auguriamo che la maggioranza non si mostri sorda alla proposta di una discussione consiliare come sarebbe giusto che fosse.
Non stiamo iniziando sotto i buoni auspici!”.

Purtroppo i numeri, che tutti conosciamo, non ci hanno dato ragione.
Che dire? L’elezione di Vincenzo Romeo è del tutto legale e legittima, ma, alle volte, in politica il termine legalità non lega col termine moralità.

Gruppo Comunicazione M5S Limbiate

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