LA PISCINA (NON COMUNALE) E LE SUE PROBLEMATICHE, E NON SONO POCHE.

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Son passati undici anni dalla costruzione della piscina (non Comunale), ma da allora le nostre discussioni non sono cambiate. Le nostre attenzioni vertono sui permessi di costruzione e sulla mancanza di atti pubblici per finire disquisendo se la struttura sia comunale o privata.

Durante l’ultimo Consiglio Comunale avvenuto nel mese di Luglio, l’ordine del giorno dei lavori Comunali includeva la Piscina (non Comunale), dallo stesso sono state riscontrate diverse criticita’ che si aggiungono a quelle del passato.

La prima di queste e’ stata portata all’attenzione di tutti dal Dott. Chiambretti, notaio di Saronno, incaricato dall’Amministrazione per l’acquisizione della piscina e delle struttura ad essa connesse.

Il Dott. Chiambretti sostiene che la struttura in questione sembra non essere un’opera pubblica ma bensì privata, senza però essere in possesso dei permessi idonei atti alla sua costruzione.

La seconda osservazione e’ dell’Avvocato Travi, il quale sembra smentire il Dott. Chiambretti, affermando che la natura sembra essere di interesse pubblico, sottolineando però la mancanza di atto procedimentale.

Perciò è stato dato mandato a persone competenti (dirigenti), al fine di avere una valutazione competente nonché una perizia di merito.

A tutto questo aggiungiamo che, mentre il Comune di Limbiate si avviava ad acquisire la piscina, Aquasport, la società che ha in gestione la struttura, senza autorizzazione e senza informare il Comune, nel febbraio del 2015 vende un ramo di azienda alla societa’ Sport Training 2, cambiando di fatto GESTIONE e PROPRIETA’.

In poche parole l’ordine del giorno presentato in sede istituzionale è stato redatto allo scopo di approvare questo procedimento.

Non dobbiamo però dimenticarci di quanto successo in passato e cioe’ degli espropri, delle conseguenti cause, del diritto di superficie concesso a soli 5.000 €, della convenzione firmata nel 2005. L’ accordo prevede un esborso di 303.000 € l’anno per 15 anni, prelevati dalle casse comunali……NOSTRI SOLDI.

Il Movimento 5 stelle di Limbiate prende atto della decisione dell’attuale giunta, delle operazioni messe in atto da quella precedente, approviamo questa decisione, partendo dal presupposto che sia un atto dovuto, che segue il confronto avvenuto in sede di Consiglio Comunale ma anche e soprattutto da ricognizioni e controlli in capo alla Corte dei Conti e dal Collegio dei Revisori.

Possiamo affermare, che la piscina di Limbiate, uno tra i fiori all’occhiello della prima giunta Romeo, è stata un’operazione condotta in maniera scellerata?

Si possiamo affermarlo! E lo affermiamo con forza poiche’ c’è tutto un lavoro di espropri che ci sembrano assurdi se non paradossali.

Non siamo matematici, ne’ tanto meno ragionieri commercialisti o esperti di finanza, ma ci riteniamo abbastanza intelligenti ed animati da buon senso nonché da controllori, quali il nostro incarico istituzionale ci impone di essere, per domandarci e chiedere al Sindaco:

Se le rate dei due mutui costavano ad Aquasport 500.000 euro annui e 303.000 euro li versava il comune ad Aquasport acquistando un pacchetto di biglietti peraltro mai interamente venduti, era così difficile pensare che forse conveniva costruirla subito a spese del comune e darla direttamente in gestione?

Oltretutto all’epoca dei fatti non erano ancora anni di crisi, le casse comunali non erano ridotte all’osso come oggi e forse, con una valutazione più oculata ed una migliore gestione delle tante risorse investite, magari avremmo potuto godere di un impianto natatorio diverso, apprezzato e più frequentato dai nostri concittadini, cosa che non accade oggi poiche’ sempre più spesso i Limbiatesi preferiscono optare per altri centri natatori come Varedo, Paderno oppure per “l’altra piscina” di Limbiate.

Esisteva, ed esiste ancora, un centro natatorio sul territorio Limbiatese, il Bolle Blu, ormai abbandonato al degrado ed all’incuria da decenni.

Se proprio si voleva fare un esproprio per ‘pubblica utilità’, perchè non espropriare quello?

Perché, anziche’ cementificare altre zone, non si e’ approfittato a bonificare un’area restituendo cosi un pezzo di storia Limbiatese?

Invece no, si è preferito espropriare altri terreni, spendere quattrini pubblici in cause e ricorsi ed aggiungere cemento su cemento, con il risultato che la piscina non è ancora di proprietà del Comune.

Questi sono solo alcuni dei dubbi che purtroppo continueremo a porci.

Infine, qualora si accertassero i veri vantaggi scaturiti da questa operazione, inviteremo il Consiglio a valutare eventuali bonus da dedicare ai soggetti portatori di handicap o famiglie in difficoltà economica.

I riscontri che abbiamo avuto dai Cittadini nelle varie Piazze ed Assemblee Pubbliche, parlano di prezzi alti per nuclei familiari, problemi di igiene (mancato uso di cuffie in acqua per esempio), poca sicurezza dentro e fuori il centro, pavimenti e scale per gli scivoli ormai logori e poca propensione a valorizzare le famiglie Limbiatesi.

Sono tutti deterrenti che portano le persone a non frequentare la piscina.

Riflettiamo su questo.

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