NIDI COMUNALI: LE NON RISPOSTE DEL SINDACO E L’EGOISMO DI QUESTA AMMINISTRAZIONE.

Siamo rimasti sconcertati dalle dichiarazioni del Sindaco nell’ultimo Consiglio Comunale in merito alla nostra interrogazione sugli asili nido Comunali.

Seppur alcune domande sono state ignorate, dalle sue parole e’ emerso che la scelta di dividere le educatrici Comunali da quelle della Cooperativa é stata una “scelta di tipo industriale’’.

Il Sindaco ha anche aggiunto che, pur essendoci la volontà da parte del Comune di mantenere pubblico il servizio, il futuro non dipenderà da lui, bensì dall’effettivo andamento dell’asilo nido Fantasia lasciando intendere che non si fara’ problemi a smantellare un servizio pubblico, divenuto fiore all’occhiello di Limbiate, grazie anche alla collaborazione tra i due servizi (Comunali e Cooperativa).

Tali affermazioni hanno confermato la nostra tesi: l’azione politica intrapresa da questa Amministrazione potrebbe rappresentare la “tappa di non ritorno” nella lunga marcia di avvicinamento alla completa esternalizzazione dei nostri Nidi Comunali.

Dichiarazioni che si aggiungono a quelle rilasciate a luglio a seguito del nostro articolo:

“I bambini sono piccoli e non si accorgeranno di niente”, “bisogna mettere in concorrenza i due nidi per avere un servizio migliore”.

Dimostrando una visione dell’infanzia e dei servizi che non ha fondamenti pedagogici e che non e’ riconosciuto da nessun progetto educativo.

Perche’ pensare alla concorrenza, tenuto conto che si sta parlando di bambini che vanno da 6 ai 36 mesi, e non allo scambio ed al confronto tra i due i servizi che fanno capo al comune?

In Consiglio Comunale, abbiamo anche evidenziato alcune criticità in merito al contratto stipulato tra Cooperativa e Comune nel mese di maggio di quest’anno.

Sono emerse in particolare delle incongruenze riguardanti la data di scadenza in quanto vi erano due termini, una a giugno 2019 e l’altra a settembre 2019. Il vice segretario comunale si riserverà di controllare.

Oltre alle scadenze abbiamo evidenziato che il medesimo contratto prevede la gestione di sole due salette da parte della Cooperativa, quando sappiamo tutti che attualmente ne gestisce tre, avendo preso in carico un intero asilo nido (il Millecolori).

Infatti, sia l’oggetto del contratto, che l’articolo 2, riportano:
“esecuzione del servizio di gestione di due salette e annessi servizi integrativi per Asili Nido comunali, mediante ripetizione del precedente contratto n. 15113”

Resta quindi evidente che il contratto in essere non rispecchia la realtà.

Un ulteriore appunto è stato fatto sulla legge 1369/60, una legge di cinquantasette anni fa che nasce, in particolare, contro il cosiddetto caporalato.

Questa Amministrazione ha sempre giustificato la separazione delle educatrici attraverso l’applicazione di questa normativa.

Tale legge (1369/60) negli anni subisce diverse modifiche sino all’emanazione della Legge 276/2003 che ne sancisce il definitivo superamento, rimuovendo il divieto di interposizione e intermediazione di manodopera e quindi il divieto di qualsiasi forma di appalto di prestazioni di lavoro.

Per dirla in breve questa Amministrazione si e’ basata su una normativa che NON ESISTE PIU’ e che E’ STATA ABROGATA NEL 2003, ben quattordici anni fa, confermando che mischiare le educatrici, come e’ stato fatto fino ad adesso, NON E’ FUORI LEGGE!

Questo atto egoistico della nostra Amministrazione, ha fatto si che venissero a mancare le figure di riferimento ad alcuni bambini, anteponendo scelte industriali a quanto previsto nel progetto educativo.

Ovviamente ci aspettavamo delle strumentalizzazioni da parte della maggioranza che ha cercato di spostare l’attenzione sul vero scopo della nostra interrogazione.

Ciò che contestiamo non è la qualità del servizio offerto dalla Cooperativa, ma le scelte poco chiare di questa Amministrazione.

Pur consapevoli del fatto che, come ribadito più volte dal Sindaco, il servizio pubblico costa circa 150.000 euro in più del privato, sappiamo che solo l’Ente Pubblico può garantire l’investimento nell’educazione dei bambini, per raccogliere frutti e interessi in una futura società composta da adulti “migliori”.

Per questo crediamo che questo servizio non debba essere motivo di ulteriori scelte di natura privatistica, ma un reale servizio pubblico garantito per tutte le famiglie.

Noi paghiamo le tasse anche per questo!

In conclusione del nostro intervento in Consiglio Comunale abbiamo voluto portare uno stralcio del progetto educativo, quel progetto che in questi mesi e’ stato completamente ignorato.

Esso, oltre a sottolineare l’importanza delle figure di riferimento, “e’ frutto di un percorso vissuto dalle educatrici nel corso degli anni e punto di riferimento costante”.

E’ paragonato ad un faro: “importante orientamento per i naviganti, illumina il cammino, indica il percorso, guida il viaggio quotidiano con i bambini, ricorda la strada a chi l’ha intrapresa da anni, ma soprattutto la mostra a chi, nuovo navigante, non sa ancora bene in quali acque muoversi”.

LORO INVECE, PENSANO ALLA CONCORRENZA….

 

MoVimento 5 Stelle Limbiate.

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