DECRETO SICUREZZA: COME GRUPPO CONSILIARE PRENDIAMO LE DISTANZE.

Con lo stupore di alcuni consiglieri della maggioranza di centro destra, che evidentemente non comprendono, politicamente parlando, che si può avere un cervello pensante e che si può andare contro le decisioni prese dall’alto, abbiamo votato a favore in merito alla mozione presentata dal gruppo di centrosinistra Limbiate Solidale avente come oggetto “Impatto sui territori del Decreto Sicurezza in materia di immigrazione e sicurezza” e che andava a chiedere sostanzialmente al Sindaco e alla Giunta di aprire un confronto tra il Ministro degli interni, la Città di Limbiate e le altre Citta’ italiane al fine di valutare le ricadute che tale Decreto avra’ in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori.

Le motivazioni per cui abbiamo appoggiato tale mozione le abbiamo gia’ esposte in Consiglio Comunale tramite il nostro portavoce Sandro Scudieri e le riportiamo di seguito.

Bisogna dire innanzitutto che tale Decreto non è pertinente con i requisiti che dovrebbe avere un decreto, non affronta un’emergenza e non è omogeneo in quanto tocca vari temi, essendo composto da 40 articoli che passano dai temi relativi ai negozi etnici ai taser per i vigili urbani. Con tale decreto si va ad eliminare la protezione umanitaria che andava ad equilibrare il numero di protezioni concesse. In Italia, per esempio, rispetto al resto d’europa, si concedono meno protezioni internazionali. Una causa della sua eliminazione potrebbe essere l’aumento dell’immigrazione clandestina con conseguente aumento di “persone invisibili” che seppur clandestini, di fatto non si possono rimpatriare perché non ci sono gli accordi di riammissione con i paesi terzi.

Ci sara’ una modifica al sistema di accoglienza ed integrazione con conseguente svuotamento degli SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo), un metodo di accoglienza diffuso sul territorio che non fara’ altro che provocare un affollamento dei CAS (centri di accoglienza straordinaria) e dei CARA (centri di accoglienza per richiedenti asilo). Ci sara’ anche un taglio ai fondi per il sostentamento delle strutture e del personale togliendo, per esempio, l’insegnamento della lingua italiana.Negli SPRAR non vi possono più accedere i richiedenti asilo né i titolari dei permessi speciali, questi ultimi che hanno tipizzato la protezione umanitaria, con l’effetto di togliere dal mercato del lavoro i richiedenti asilo che, nel frattempo che aspettano una risposta alla loro domanda, saranno lasciati in balia di sè stessi e saranno delle possibili prede della criminalità organizzata.

Si contesta dunque il fatto che si accrescano i grandi centri di trattenimento, come quello che abbiamo qui a Mombello, a discapito delle piccole accoglienze diffuse sul territorio molto spesso efficaci. Si allungano i tempi di trattenimento nei Centri di permanenza e rimpatri da 3 a 6 mesi nonostante i dati ci dicono che i rimpatri vengono fatti per il 90% nei primi 35 giorni e corrispondono al 30-35% dei clandestini, oltre ad esserci un allungamento dei tempi per ottenere la cittadinanza.

Insomma, per dirla in breve, è un Decreto che a noi, come gruppo Consiliare, non piace.

Bisogna tuttavia fare qualche precisazione.Il Decreto Sicurezza ha molti padri.È una storia più antica, i cui protagonisti negativi sono in larga parte proprio quelli che oggi, del tutto strumentalmente, si affollano dietro la bandiera della resistenza civile alla barbarie. La retorica della sicurezza e del decoro urbano sono nate nella Firenze, largamente pre-renziana, del Sindaco Leonardo Domenici e del suo Assessore-sceriffo Graziano Cioni quando nel luglio del 2008, la giunta “di sinistra” fiorentina, varava un Regolamento di Polizia Urbana nel quale è possibile leggere in chiaro non solo la radice, ma un bel tratto della mentalita’ che oggi fiorisce grazie a Salvini.

Tant’e’ che l’allora procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna e la stessa Procura di Firenze furono costretti ad intervenire dicendo che nessuna reale esigenza di sicurezza giustificava la stretta anticostituzionale contro i lavavetri e i rom fiorentini.Ed Era il 2007 quando il segretario del Pd e Sindaco di Roma Veltroni teorizzava che la sinistra doveva “rispondere al bisogno di legalità” con “fermezza e assoluta severità”. Da allora, in questo paese, abbiamo smesso di dire e pensare che la sicurezza di tutti si costruisce con la giustizia sociale e non con la repressione, strada errata che ci ha condotto fino all’abisso di Minniti che togliendo, tra l’altro, ai migranti il secondo grado di giudizio sancisce formalmente un abbassamento del rispetto dei diritti umani.

In sintesi: non esiste una soluzione di continuità, ma solo un’escalation da ciò che ha detto e fatto il Partito Democratico e le sue infinite metamorfosi quando ha governato le città e il paese in barba a tutta la sua solita retorica da salotto. Escalation che, per quanto ci riguarda, Salvini continua ad alimentare, anche nell’attuale veste di Ministro.

Ovviamente siamo consapevoli che tale decreto, conseguenza anche del contratto di governo, e’ passato anche grazie ai voti del Movimento 5 stelle nazionale.Per tutti questi motivi abbiamo ritenuto la richiesta del Gruppo Consiliare Limbiate Solidale una richiesta ragionevole, per il quale il nostro Gruppo ha votato a favore e che e’ stata respinta in blocco dalla maggioranza di centrodestra e dal Sindaco.

Se il centro di accoglienza di Mombello dovesse subire un incremento rispetto ai 150 migranti presenti attualmente sapete con chi prendervela, ossia con chi ha deciso di non prendere nessuna presa di posizione in merito.

Movimento 5 Stelle Limbiate.

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